giovedì, 12 giugno 2008

Sabato 14 giugno, all'interno della sesta edizione de "La notte dei libri" presso la Biblioteca di Lissone...

La poesia apre il cassetto”. Letture a ruota libera di poeti.
(dalle ore 3,15 alle ore 3,45 circa).

Le iniziative che costellano la Notte dei Libri comprendo letture, momenti musicali e teatrali, video, cortometraggi, e anche pause di ristoro con cibi e bevande, fino alla colazione delle 6,00.

creato da: LaMacarena alle ore 13:12

sabato, 31 maggio 2008

Collidono massi lunari

 

attorno all’asse di equilibrio,

 

aria compressa che diviene umida

 

nell’assenza di vuoto,

 

di mani che si protendono e strappano

 

carnefici

 

sorde percussioni.

 

 

 

Assisto piatta:

 

trattengo e imprimo

 

moti rotatori

 

da ansia di controllo

 

rilanciato frontale.

 

 

 

Non siamo altro

 

che feticci amorfi,

 

una frazione e si crea il livido;

 

il sussulto è solido,

 

scivola la cataratta

 

come barlume annegato

 

da ritmi pianificati,

 

corse perse,

 

angoli smussati appuntiti ancora.

 

 

 

                       

 

creato da: LaMacarena alle ore 14:41

lunedì, 19 maggio 2008

 

Pepe rosa per la lingua

 

e occhi nel giallo scrutanti,

 

un neo falso

 

per la fronte che chiama.

 

 

 

Tramortisco dentro la fame,

 

la bevo in un calice stelosottile,

 

unico il fiato sacrificato all’asma.

 

 

 

Piastrine alla luce

 

plasma che cola

 

(l’ara di plexiglas un tempo adorna

 

ancora tre i fiori rimasti,

 

il mio sguardo cemento armato).

 

 

 

Rimane l’ascolto:

 

un prolungare assorto di corde

 

tronchi cavi

 

mentre ricamo inerte

 

polline filato

 

al bianco sentire dal sangue arterioso.

 

 

 

Bagna il collirio la pianura già umida,

 

abbraccio che soffoca

 

il mio tocco distillato

 

e percepisco dritto il rimpianto

 

di anime essiccate

 

per nutrire l’estasi del suolo.

 

 

 

 

 

creato da: LaMacarena alle ore 09:16

lunedì, 05 maggio 2008

Mezzanotte, forse stasi.

Onde di sempreverdi bevono assenzio vuoto,

sapori nuovi sul palato

e naso aquilino che divampa,

un gioco, solo un gioco

-credimi- almeno nell’ombra.

 

Inezie, i tentacoli pungono

-stuzzicano, struggono-

i punti caldi

nelle ore di pianto,

mentre s’intrecciano oro

e bronzo

e petrolio, già è Storia.

 

Ama la spirale ripida di vita

la pece,

dopo la Storia, il sonno nell’Eterno

come cronologie di lancette

che fuggono a ritroso

magre

in punta di piedi.

 

Solo silenzi, poi fuga,

si chiuderebbe il cerchio

ma ritorna l’alba ad oriente:

così costruiscono imperi

mani forti

saldatrici di confini

eppure nella decadenza si stritola il nemico,

malinconia, ora è Passato.

 

Un abbraccio il tempo percepito,

di Antichità un alone,

di Futuro una rima mendace.

 

creato da: LaMacarena alle ore 10:26

mercoledì, 23 aprile 2008

Sospiro scinde

e duplica

il carminio sanguepulito

in conche aguzze,

disincanti,

fiabe

mai

lieto infine.

 

Intervalla il palmo quel sospiro,

frastaglia il corpo crudo

con acqua che bolle

stillicidio

lento

più lento

magro il disarmo.

 

Rapisce l’aria

gli ultimi presidi d’azoto

che crollano multiformi

in pulviscoli di polline

parvenze del fiore

nell’amara scaturigine.

 

Bocca sul vetro antiproiettile

aloni

ditate

strofinato appena l’argento

dai polpastrelli ruvidi.

 

Leggere

labbra

si schiudono ancora.

 

 

"Rosa meditativa"       Salvador Dalì

creato da: LaMacarena alle ore 16:20

venerdì, 18 aprile 2008

Fingo

una vita da palcoscenico

che dissipo mollemente

tra briciole di passione ed inferni

-ruvidi rovi-

ancora brucianti nonostante il tedio.

 

Dov’è la vita vera, l’incommensurabilità del suo sguardo?

Non può essere spazzata via dal tempo

in un solco di rughe

impietose

davanti al bianco grido inerme.

 

Ho indossato maschere

come paravento dell’anima,

ho recitato monologhi

con scenografie di cartone,

ho ballato danze che non mi appartengono

per coreografi falliti.

 

La platea ora è vuota.

Solo un rullo di tamburi accompagna l’inizio della mia improvvisazione.

 

Maschera - di Erico Menczer

creato da: LaMacarena alle ore 08:03

domenica, 13 aprile 2008

 

 

 

Manifestazione internazionale di contaminazione letteraria.
Prevede concretamente la realizzazione di una giornata dedicata all’approfondimento della pratic
a poetica performativa, suddivisa in due momenti, in due spazi differenti.
Alla mattina la parte seminariale
, in Università, composta da workshop tenuti da esponenti nazionali e internazionali della scena letteraria e artistica.
Alla sera la parte performativa
, dove si alterneranno le varie modalità di espressione della poesia contemporanea dal vivo, in collaborazione con musicisti, artisti visuali, fotografi e attori. 

Lips è un evento che nasce dal basso, motivato da un esigenza sempre più pressante di potersi confrontare con altre realtà esistenti, del panorama nazionale ed internazionale
, che nel migliore dei casi restano esperienze importanti, ma isolate.
Partendo da questo presupposto  Lips  intende raccordare diversi scenari e fornire una piattaforma che possa servire da confronto, incontro
ed esibizione delle proposte maturate nelle varie arti attorno alla poesia.

In questo caso proprio la poesia, arte d’elite per eccellenza, funge da catalizzatore o da motivo aggregante per tutte quelle diversificate espressioni
di contaminazione artistica che ruotano attorno ad essa o semplicemente la sfiorano. 

L’idea di un laboratorio
itinerante vuole offrirsi come input, per quanti volessero districarsi nella giungla (o nel deserto) delle possibilità offerte dai mutamenti avvenuti grazie a internet e ai nuovi media.

Appoggiandosi di volta in volta a riviste locali, Blog e network di informazione letterari, oltre al patrocinio ufficiale dell’Università, Lips vuole creare un Format, di scambio, di aggiornamento, che possa essere ripetuto in varie città italiane ed europee. Al momento, oltre a Bologna, sono in fase avanzata di preparazione Milano, Londra e Berlino; più avanti Roma, Venezia e Parigi.  

Molta attenzione viene dedicata alla condivisione delle informazioni
, per questo durante il corso della manifestazione, verranno filmati gli interventi e messi a disposizione online su un Blog ufficiale creato appositamente e sugli altri network partecipanti.

Per concludere, l’idea portante di Lips, è quella di contribuire alla formazione di una coscienza aggregativa per tutte quelle realtà che operano sia all’interno che all’esterno dell’ufficialità poetica, espressiva, creativa.

 


creato da: LaMacarena alle ore 14:09

martedì, 01 aprile 2008

Luna balsamica affoga

capelli di sale

nella ferita aperta,

brucia il grido,

è la dissoluzione che si compie

e scompaiono i cristalli

sciolti ormai

nel ventre della carne.

 

Perché mi guardi?

Vorresti risposte tangibili,

dialoghi spezzati

rapidi necessariamente;

nulla ho da offrirti
se non questo inchiostro

che cola blu

-lampodiluce altisonante-

e poi il vuoto

dal ciglio ispido

che non sembra eppure gratta

la parete interna del muscolo cavo.

 

Pupilla cartavetrata,

l’ho detto, è dissoluzione.

Scompare

la falce di luna,

l’ombra abbia inizio.

 

 

 

creato da: LaMacarena alle ore 22:11

venerdì, 28 marzo 2008

I paesaggi corrono limpidi

attraverso lenti convesse,

risalta netto tra i limiti di forma

il dettaglio,

l'irrilevanza di spessore.

Quasi appuntiti litigano i sensi

assetati di predominio

mentre io sfuggo ma vedo

l'invisibile alla mia natura.

In continua metamorfosi vorrei pace,

divergo e sfumo

il chiaroscuro di anime complanari;

prediligo la totalità al singolo,

l'essenza all'immagine fugace.

creato da: LaMacarena alle ore 18:32

sabato, 22 marzo 2008

Disse lame avvelenate

rilucenti alla luna,

il suono prolungato delle vocali

che scivolano

ammaliava.

 

Gemiti? Colori?

 

Il gesso bianco

strideva sulla lavagna intatta

ma il canto incideva,

perenne prisma di forme,

pianto di anime febbrili.

 

Soffriva il tatto

contatto tra superfici,

avrebbe dovuto essere lui quel candore

di perle veritiere

e osservare candele consumarsi

all’avvolgersi della notte.

 

Sillabe in lontananza ,

la tensione era alta,

disse persino vuoti di panna

alle stelle che scandivano il battito di quel cuore che forse sussultava.

 

Ritmico il soffio delle mani che si accarezzavano

rimbombava sincrono

allo scontro di palpiti,

e perdurava ,

narciso,

ma inutile era graffiare l’acqua con quelle stesse lame di ruggine.

 

Cantò infine il suo immergersi nell’ombra,

la sua incoscienza d’esistere

dissimulava l’assenza.

 

 

 

creato da: LaMacarena alle ore 15:20